Hanno scritto di lui:

"Ceglie sente e vede la vita e ne imprime il sussulto nelle forme plastiche, continuazione dell’energia del suo corpo, della forza delle sue mani. Per questo è scultore Oltre al cavallo la figura femminile, la ballerina, con la sua energia, i suoi muscoli, la sua tensione nello spazio: la vitalità animale e insieme l’anima della figura femminile, nella sua grazia e nella sua tensione corporea. A un certo punto, le forme mutano e si avviano a dimensioni che possono sembrare astratte, masse da cui esce un volto, da cui esce una mano. Si vede ora come la scultura sia un’esperienza e una ricerca in una forma: non una forma soltanto pensata, ma una forma della realtà. Ecco, in questo senso c’è un’elaborazione ulteriore in Mauro Ceglie: dalla forma compiuta, cioè dal sentimento della forma e della materia che la esprime, esce un’idea, esce un pensiero. Qui c’è una forma pensante, c’è un pensiero che dipende dalla materia; è un processo interessante, ed è questo che differenzia lo scultore dal pittore."

Vittorio Sgarbi.

"È un uomo serio, di poche parole, ma parlano per lui le sue sculture: immagini di nudi, di cavalli, di ritratti, espressi con uno stile classico e moderno. C’è una perizia tecnica che colpisce; c’è una grazia poetica che esalta il tema della figura."

Mario Ghilardi (Critico d’arte).

"La materia è strettamente sensibile, capace di captare e trattenere le sensazioni più labili, le impressioni più fugaci, le più segrete palpitazioni dell’essere. La materia è un flusso continuo della realtà, dell’esistenza; è partendo da tale concetto che Ceglie crea, modellando bronzo e marmo."

Jonathan Bonvicini (Critico d’arte).

"Il tratto più incisivo della sua personalità emerge soprattutto dal particolare senso del rapporto che nelle sue immagini si stabilisce tra il nucleo dell’idea poetica e il trattamento formale e plastico dell’immagine stessa. Il ritmo della sua definizione ha difatti robustezze sempre concluse, definitive, conformate da una sensibilità sicura e istintiva. È proprio il carattere di questa sua risoluta, sognante autonomia della naturalità del reale a rivelare la sostanza più autentica e palpitante del suo talento, che si gioca in definitiva sui termini si un singolarissimo rapporto tra l’immagine e le sue valenze sentimentali. Al punto che l’immagine stessa diviene, in qualche opera, quasi astratta e dilatata, forma contaminata dai suoi valori di simbolo."

Giorgio Seveso (Critico d’arte).

"La sua ricerca è impegnata sulle problematiche esistenziali ispirate dalle sollecitazioni umane ed è risolta con un’energica, sicura padronanza del mestiere che tra accumuli e sottrazioni giunge ad una scavata capacità espressiva. In quanto all’arte religiosa ha ottenuto consensi e riconoscimenti vari con opere di concezione moderna e animate da una profonda interpretazione teologica collocate in diverse chiese. Personaggio schivo, di poche parole, ma ricco di sensibile creatività, manifestata nei raggiungimenti stilistici espressivi..."

Tino Gipponi (Critico d’arte).

"Il soggetto preferito (...) da Mauro Ceglie è la figura umana con la sua dignità e sacralità, sia nella vita di ogni giorno che nell’eroismo delle scelte difficili e totali. Incontriamo quindi i santi, troviamo gli sconvolgimenti che portano a decisioni ultime, ma anche il lottatore, il pugile, cioè la condizione faticosa della vita e dell’uomo che viene a plasmare il suo carattere e le scelte. (...) Ma primariamente ci sta sempre la vita, l’uomo con le sue necessità, concrete e basilari, di attenzione, di dignità, di rispetto, di fame tanto di cibo che di amore. (...) Il suo mezzo espressivo è la materia da cui parte immediatamente, e mentre la lavora nascono gli approfondimenti, le varianti, le intuizioni, impossibili al disegno; la sua è una pura energia fisica che si misura con la terra, il gesso, il marmo, il bronzo, ne percepisce gli stimoli secondo il sentimento del momento, senza preoccuparsi dei limiti o delle etichette stilistiche.(...) Non mancano però, al di la della prima impressione di immediatezza e di genuinità del personaggio, sorprendenti capacità di riflessione sui temi fondamentali, intelligenti relazioni di forme e simboli, pensieri complessi e costruttivi che lievitano poi nell’immagine, L’artista Mauro Ceglie ci comunica la forza; la sua opera congloba la sapienza che nasce non da sofismi intellettualistici, ma dalle prove della sua stessa vita, dai dolori, dalla giustificazione o dalla comprensione del male accaduto. (...) Da qui origina il carattere umano e stilistico di Mauro Ceglie, un’impresa titanica sulla materia e su se stesso che emerge nelle tematiche forti o in quele delicate e aggraziate della sua opera."

Cesare Alpini (Critico d'arte).

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